
Ninė Sgambati/Paolo Puddu. Detto tra le righe - Madre, Via Settembrini, 79 - Napoli
(Foto:
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Mostra
in corso dal 22 giugno al 16 ottobre 2023
Il Madre presenta una mostra di Ninė Sgambati/Paolo Puddu. Detto tra le righe: in esposizione, tre lavori inediti di Ninì Sgambati (Marigliano, Napoli, 1945) e Paolo Puddu (Napoli, 1986).
Comunicato stampa della Mostra Ninė Sgambati/Paolo Puddu. Detto tra le righe
La Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee Angela Tecce e la Direttrice del museo Madre Eva Fabbris presentano Detto tra le righe, a cura di LET_Laboratorio di Esplorazioni Transdisciplinari: in esposizione, tre lavori inediti di Ninė Sgambati (Marigliano, Napoli, 1945) e Paolo Puddu (Napoli, 1986). La mostra č il secondo appuntamento di Materia di Studios, progetto sviluppato nellambito delle attivitā di LET da Olga Scotto di Vettimo,Mario Francesco Simeone, Brunella Velardi, Alessandra Troncone dedicato allampio tema dellarchivio, inteso, in particolare, come studio dartista, da indagare attraverso il dialogo tra coppie di artisti di diverse generazioni. La rielaborazione derivata dallincontro viene restituita in una presentazione pubblica nelle sale del museo Madre, attraverso lesposizione di materiali di documentazione e nuove opere.
In questa occasione, Sgambati e Puddu hanno reinterpretato la definizione stessa dellarchivio, inteso come contesto di interazione tra forze contrastanti e perennemente in atto nei processi di trasmissione della conoscenza e del pensiero. Partendo da posizioni divergenti, come fronteggiandosi dalluna allaltra sponda di unarea circoscritta - un campo di gioco ma anche una zona di combattimento, un ring, un tatami, un dohyo¯ - hanno intessuto un rapporto dialettico, sviluppato attraverso limmaginario dello scontro e della lotta. Cosi`, agendo per sottrazione e sintesi, sono arrivati alla formalizzazione di due movimenti contrapposti e complementari, tanto arcaici, riferiti a cosmogonie e mitologie fondative, quanto dinamici nelle metodologie di ordinamento, comprensione e descrizione del mondo tuttora in essere: lo spingere e il tirare. Luogo giā` predisposto alla funzione di archivio, il museo si configura, dunque, come spazio favorevole di applicazione / suggestione / espressione/ narrazione di quelle forze giā in espansione e contrazione, energie vitali e universali da rilevare e da controllare, da ricondurre a immagine e forma.
Nelle tre sale del museo sono presentati altrettanti lavori, concepiti per questo progetto, che costituiscono una scrittura minima in stretta connessione, come le tre parti di una frase, di una struttura logica e di significato.
Soggetto. Sezione rigorosamente delimitata nello spazio ancestrale della rappresentazione occidentale, a partire dalla struttura del tempio greco, la metopa mette in scena il momento originario dellincontro/scontro tra due entitā`. Recuperate da unarcheologia chimerica o retrofuturista, le forze rappresentate dalla scansione 3D dei corpi degli artisti che si affrontano nella lotta trovano un punto di equilibrio, formandosi e riconoscendosi come soggetti dicotomici: lantico e il nuovo, il passato e il futuro, la cronaca e la memoria, il mito e la storia.
Verbo. Visivamente caratterizzata da elementi architettonici intorno ai quali le forze si coagulano, lo spazio della Sala delle Colonne e` ridisegnato da una moltitudine di tubolari sottoposti a trazione e contrazione che, come linee tracciate con la grafite, elemento primario della rappresentazione, divengono traslitterazione essenziale della fase dello scontro nellalfabeto del linguaggio visivo. Lentitā` delle sollecitazioni esercitate sulle pareti della sala del museo e` calcolata in tempo reale dai sensori dei dinamometri agganciati in corrispondenza dei punti di contatto. Ma le forze in gioco possono variare di intensitā` in base a spinte esterne anche lievi, esprimendo la potenzialitā` di energie in continuo movimento.
Oggetto. Dopo aver messo in evidenza il riconoscimento dei soggetti e lespressione delle forze che modellano il nostro mondo, nella terza sala si suggerisce una modalitā` di accesso alla conoscenza e di superamento dellesperienza che sfugge al dominio della coscienza e, insieme, si pone come esperienza collettiva. Su tre schermi scorrono in loop le riprese found footage di un UFO, oggetto volante non identificato, con la sua capacita` di scivolare tra le leggi della fisica e di sottrarsi a ogni definizione.
Attento conoscitore del valore dellartista nel suo ruolo individuale e collettivo, Ninė Sgambati ha approfondito le declinazioni produttive e concettuali della prassi creativa, lavorando su riduzione e sintesi formale. Dopo aver esposto nelle gallerie di Lucio Amelio, Franco Toselli e Lia Rumma, ha aderito alla dimensione corale del fare artistico, divenuta metodologia fondativa del suo insegnamento allAccademia di Belle Arti di Napoli.
Formatosi tra Napoli e Monaco, Paolo Puddu investiga aporie e paradossi del reale che assurgono a metafore dellesistenza, lavorando sulla specificitā dei luoghi e suggerendo nuove strategie di rappresentazione declinate in chiave politica e sociale, come nelle opere in collezione al Madre e a Castel SantElmo.
LET_Laboratorio di Esplorazioni Transdisciplinari e` la struttura di ricerca di cui la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee si e` dotata per esplorare le potenzialita` del museo e le funzioni che lo caratterizzano.
LET e` composto da: Gennaro Carillo / Olga Scotto di Vettimo (coordinamento), Anna Cuomo, Libera Durante, Mario Francesco Simeone, Alessandra Troncone, Brunella Velardi.
Informazioni utili per la visita
Orari: Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì e Sabato
dalle 10.00 alle 19.30.
Domenica
dalle ore 10.00 alle ore 20.00.
La biglietteria chiude un’ora prima.
Biglietti: intero: € 8, ridotto €
4, ridotto gruppi prenotati € 4.00. Gratuito bambini fino a 6 anni.
Telefono: +39.081.19737254
E-mail: [email protected]
Sito web: Madre |