
Fina Miralles. I Am All the Selves that I Have Been - Madre, Via Settembrini, 79 - Napoli
Mostra
in corso dal 29 ottobre 2022 al 30 gennaio 2023
Il Madre presenta una retrospettiva di Fina Miralles (Sabadell, 1950), con una serie di azioni, performance, fotografie, installazioni e dipinti – circa 100 opere, dal 1972 fino a opere dello scorso decennio.
Comunicato stampa della Mostra Fina Miralles. I Am All the Selves that I Have Been
Fina Miralles. I Am All the Selves that I Have Been presenta per la prima volta in
Italia il lavoro della celebre artista catalana attraverso una serie di azioni,
performance, fotografie, installazioni e dipinti � circa 100 opere, dal 1972 fino a
opere dello scorso decennio.
La sua riflessione sulla natura e sull'artificio non si limita a sovvertire le
convenzioni del nostro rapporto con l'ambiente in cui viviamo, ma ci invita
anche a ripensare a ci� che intendiamo per arte, ai valori che sono alla base
dell'arte e a ci� che le d� significato.
La mostra non segue un ordine cronologico, ma si concentra su una serie di
opere che sono centrali nella struttura della pratica di Miralles. Si tratta di
opere che mettono in discussione concetti come l'appartenenza, l'autorit�, il
potere e l'ordine stabilito, nonch� ci� che conferisce loro valore, invertendo
costantemente le nozioni di arte, artista e spettatore. Il potenziale critico -
persino denaturalizzante - e le differenze e i conflitti evidenziati da queste
opere dimostrano che l'immagine poetica pu� diventare anche politica.lles (Sabadell, 1950) ha studiato Belle Arti, ma ha presto rifiutato i
valori accademici e convenzionali caratteristici della sua formazione. Nel 1974,
Miralles presenta la mostra Im�genes del zoo (Immagini dello zoo) nella Sala
Vin�on di Barcellona, uno spazio espositivo all'interno di un negozio
specializzato in prodotti di design. L'azione si svolgeva in un contesto insolito,
anche se va ricordato che all'epoca l'assenza di spazi culturali istituzionali
costringeva spesso gli artisti a esporre in spazi alternativi che erano al di fuori
del campo dell'arte. La mostra divenne una visita a uno zoo, non lo zoo locale
ma uno zoo creato dall'artista in uno spazio culturale.
Si trattava di una serie di animali in gabbia che includevano l�artista stessa. La
dislocazione, la critica all'autorit�, la messa a fuoco tra ci� che � naturale o
artificiale, sono domande che Miralles utilizza per mettere i visitatori di fronte
all'artista, alla donna, all'individuo, come oggetto da esporre e contemplare,
come opera d'arte. E questo � solo un piccolo esempio della ricchezza di letture
suscitate dallo straordinario lavoro di questa artista.
Con il suo esibizionismo, questa installazione sovverte l'ordine stabilito ossa scarpe con suole modificate. Un cuscinetto di
gommapiuma, impregnato di inchiostro con il nome dell'artista su una scarpa e
il suo cognome sull'altra, lascia il suo segno sull'asfalto a ogni passo, in un gesto
di appropriazione dello spazio pubblico su cui trasferisce la propria autorialit�.
E cos�, filmando la sua passeggiata, firma anche l'opera. In questo modo
l�artista denuncia il senso di propriet� che governa la societ� capitalista, da un
piano pubblico a uno pi� intimo, e i rapporti di potere che inevitabilmente ne
derivano e che condizionano le nostre vite. Analogamente, Standard (1976)
analizza i modi in cui l'educazione, la cultura, la religione e il potere
condizionano la nostra connotazione di individui. Le immagini di una madre che
veste la figlia sono proiettate insieme a foto di famiglia e ad altre prese dai
media, che rivelano ci� che ci si aspetta dalla ragazza nella societ�: fare la
prima comunione, sposarsi, diventare madre, avere una famiglia e
contemporaneamente essere attraente e desiderabile. Miralles ha presentato
quest'opera seduta e legata a una sedia a rotelle, con una mantiglia in bocca,
immobilizzata e muta, testimone della costruzione sociale e artificiale del suo
personaggio.
Matances (Massacri, 1976-77) � composto da diversi elementi, in particolare
da fotocomposizioni. Riflette sull'esercizio del potere sugli esseri umani e sugli
animali, sul contesto socio-politico, educativo e religioso e sul modo in cui esso ivit� e nell'articolazione della creazione artistica, nel
modo in cui la concepiamo e in quello che ci aspettiamo da essa. Un'impronta o
una traccia che, come in El rastre de la sirena (Il sentiero della sirena, 2014),
apre ad una nuova prospettiva e comprensione delle cose.
Biografia
Fina Miralles ha studiato Belle Arti a Barcellona all'inizio degli anni '70. A met�
degli anni '80 ha trascorso un periodo in Sud America, Francia e Italia, prima di
stabilirsi a Cadaqu�s (Alt Empord�) nel 1999. Le sue prime azioni, all'inizio degli
anni Settanta, la collocano nel gruppo di artisti concettuali catalani che si
occupano del tema della natura, coinvolgendo elementi come gli alberi, la
terra, l'acqua e il corpo stesso dell'artista. Con grande semplicit� e forza, essi
enfatizzano il dialogo tra natura e artificio, mostrando al contempo una critica
sociale e politica nel contesto della fine dell'era franchista, toccando i temi del
totalitarismo, del patriarcato e della violenza. In quel periodo ha partecipato
alla fondazione e alla gestione di spazi emblematici dell'arte contemporanea
come la Sala Vin�on di Barcellona, la Sala Tres di Sabadell e l'Espai 13 della
Fundaci� Joan Mir� di Barcellona. Negli anni Ottanta, a seguito dei suoi viaggi,
la sua opera pittorica e grafica � segnata da una ricerca di spiritualit�, con gesti
lirici e segni inscritti con una sobria semplicit�. Dopo il Millennium, torna
all'azione e alla performance art sotto forma di dialogo con la terra, il mare e i
ritmi della natura. Negli ultimi anni ha pubblicato alcune poesie.
Informazioni utii per la visita
Orari: Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì e Sabato
dalle 10.00 alle 19.30.
Domenica
dalle ore 10.00 alle ore 20.00.
La biglietteria chiude un’ora prima.
Biglietti: intero: € 8, ridotto €
4, ridotto gruppi prenotati € 4.00. Gratuito bambini fino a 6 anni.
Telefono: +39.081.19737254
Sito web: Madre |