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Cannabis terapeutica in Campania: come accedere e l'alternativa della cannabis light
La cannabis terapeutica rappresenta una risorsa preziosa per molte persone affette da patologie croniche e invalidanti.
In Campania, come in altre regioni italiane, l'utilizzo di cannabis a scopo medico è regolamentato e consente l'accesso a preparati a base di cannabinoidi sotto prescrizione specialistica.
Cos'è la cannabis terapeutica
La cannabis terapeutica si riferisce all'utilizzo medico di preparati contenenti principi attivi della pianta di cannabis, in particolare il THC (tetraidrocannabinolo) e il CBD (cannabidiolo). Questi composti agiscono sul sistema endocannabinoide umano, con effetti benefici nel trattamento di diverse patologie, tra cui:
Dolore cronico resistente ai farmaci convenzionali
Spasticità nella sclerosi multipla
Nausea e vomito da chemioterapia
Anoressia da AIDS o patologie oncologiche
Epilessia farmaco-resistente
Disturbi del sonno e ansia (in contesti clinicamente valutati)
L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha stabilito le indicazioni per la prescrizione della cannabis medica, che avviene tramite ricetta magistrale da parte di medici specialisti (fonte: AIFA).
Come accedere alla cannabis terapeutica in Campania
In Campania, l'accesso alla cannabis terapeutica è regolato dalla Legge Regionale n. 6 del 18 febbraio 2013, che disciplina l'impiego di farmaci a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche.
La legge prevede:
Prescrizione medica da parte di medici specialisti operanti nel Servizio Sanitario Regionale, o da medici di medicina generale nel caso di patologie croniche già diagnosticate;
Erogazione gratuita dei preparati a base di cannabis per i pazienti affetti da specifiche patologie indicate nei protocolli (come spasticità associata a sclerosi multipla, dolore cronico, nausea e vomito da chemioterapia, radioterapia o terapie anti-HIV…);
Distribuzione attraverso le farmacie ospedaliere pubbliche, previa preparazione galenica.
La Regione Campania ha avviato nel tempo diverse campagne informative per i medici e i farmacisti al fine di garantire un uso corretto e appropriato della cannabis terapeutica.
Cannabis terapeutica: criticità e limiti
Nonostante il quadro normativo sia ben delineato, non mancano criticità. Molti pazienti lamentano:
Lunghi tempi di attesa per ottenere la prescrizione;
Carenza di farmaci in alcune strutture ospedaliere;
Scarsa informazione tra i medici di base.
Questo ha portato molti cittadini campani a cercare alternative legali e più accessibili, come l’erba legale.
Il contrasto alla cannabis light
Il cosiddetto Pacchetto Sicurezza ha introdotto, con l'articolo 18 del decreto-legge convertito dall’ex DDL Sicurezza (firmato da Mattarella l’11 aprile 2025), il divieto — anche per le varietà a basso contenuto di THC (≤ 0,2 %) — di coltivazione, importazione, distribuzione e vendita delle infiorescenze di canapa light, assimilandole di fatto a sostanze stupefacenti tramite richiamo al Testo Unico del 1990. Una decisione che rischia di azzerare una filiera industrialmente consolidata e fonte di occupazione per decine di migliaia di lavoratori.
Tuttavia, il decreto è già sotto attacco: associazioni come Canapa Sativa Italia, Imprenditori Canapa Italia e Federcanapa hanno depositato ricorsi (al TAR, Tribunale civile e Corte d’Appello di Firenze), contestando la mancata notifica alla Commissione europea e segnalando un evidente contrasto col mercato unico.
Parallelamente, a livello comunitario, la Petizione alla Commissione UE (poi discussa a marzo 2025) ha attivato l’organo PETI del Parlamento europeo, che ha avviato un’indagine e inviato formale richiesta di chiarimenti a Roma, evidenziando la potenziale violazione dei trattati su libertà di circolazione e concorrenza.
Infine, la Corte di Giustizia UE, nella nota sentenza Biohemp del 4 ottobre 2024 (C‑793/22), ha stabilito che gli Stati non possono vietare la coltivazione o vendita di infiorescenze di canapa industriale a basso THC se non in presenza di solide evidenze di rischio per la salute. Ciò attribuisce alle imprese italiane robusti strumenti legali per opporsi al nuovo regime.
Quali sono i benefici del CBD?
Numerose ricerche hanno evidenziato gli effetti benefici del CBD, tra cui:
Riduzione dell'ansia e dello stress
Azione antinfiammatoria
Miglioramento del sonno
Sollievo dal dolore muscolare o articolare
Supporto in caso di emicranie e cefalee
Uno studio pubblicato nel 2023 sul Pain Management Nursing ha confermato l'efficacia del CBD nel trattamento del dolore cronico, con minimi effetti collaterali e un buon profilo di tollerabilità.
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