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 SPACCANAPOLI
- La chiamano così perchè tagliava la città in due parti,
dalla collina di San Martino a Forcella fino agli inizi del '900, perfettamente
uguali. La via è di per sè un'opera d'arte: costruita su una struttura
tipica a scacchiera delle colonie greche si ritrova praticamente intatta.
L'asse su cui si estende era il prolungamento del Decumano Inferiore verso
occidente. Lungo la via si susseguono piazze, residenze chiese e guglie
di straordinario valore artistico e culturale, così come palazzi
e dimore rinascimentali che i nobili napoletani vi fecero costruire. Da
Monteoliveto lo spettacolo comincia: in Piazza del Gesù si trova
la Chiesa del Gesù Nuovo costruita per i Gesuiti nel 1584 e di
fronte la guglia dell'Immacolata del 1747. Dopo pochi passi il monumentale
complesso di Santa Chiara con la chiesa e il chiostro databili 1310. Tra
il monastero e Piazza San Domenico di età aragonese, la residenza
trecentesca Filomarino della Rocca, palazzio Corigliano, palazzo Sangro
Sansevero e Piazzetta del Nilo con la statua ellenistica del Nilo senza
testa, ritrovata in epoca medievale.
Subito dopo si trova la via dei pastori San Gregorio Armeno con
la chiesa omonima e il bellissimo campanile pensile, conosciuta in tutto
il mondo per i suggestivi presepi che gli artigiani napoletani lavorano
per tradizione.
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 Una
delle opere più belle degli aragonesi a Napoli, piazza San Domenico
Maggiore fu aperta da Alfonso I ed è dominata dalla chiesa
omonima e dalla "guglia" che il popolo volle dopo la peste del
1656, ma fu completata solo nel 1737 Antonio Domenico Vaccaro. I tre palazzi
che la circondano Palazzo di Sangro di Casacalenda che fu completato da
Luigi Vanvitelli, il Palazzo Petrucci dell'inizio del '400 e il palazzo
Saluzzo di Corigliano sede attrale del Istituto Universitario Orientale
costruito nel XVI sec. e conserva resti di strutture d'età greca
e romana.
Piazza del Gesù - Nella piazza molto importante per la città,
si trovano la chiesa del Gesù Nuovo, realizzata nel 1584 - 1601,
la casa Professa dei Gesuiti e una parte della basilica di Santa Chiara.
Al centro della piazza si erge la guglia dell'Immacolata fatta costruire
da Gesuiti per celebrare un luogo importante della loro predicazione nel
1747, essa fu costruita grazie ad una colletta pubblica. La guglia sorge
al posto di una statua equestre del Vaccaro, rappresentante Filoppo V,
che venne abbattuta a furor di popolo, quando gli austriaci entrarono
in città.

Piazza Bellini
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Piazza
Bellini - Al centro della piazza a pianta rettangolare, il monumento
a Vincenzo Bellini del 1886, purtroppo soggetto a furti che lo hanno privato
delle statuette rappresentati tutte le eroine delle opere del Bellini.
Alcuni scavi hanno portato alla luce mura di origine greca del IV sec.
a.C., in tufo a struttura isodoma. Il convento di S. Antonio a Port'Alba
in piazza, preceduto da una bellissima scala settecentesca, è stato
inglobato al palazzo dei principi di Conca su cui si trova un portale
murato del quattrocento, nel ristrutturato palazzo si aprirà una
Biblioteca umanistica. Vicinissima a Port'Alba e Piazza Dante, Piazza
Bellini è molto frequentata dai giovani dell'Accademia delle Belle
Arti e delle Università vicine alla zona: molto viva di notte per
i locali, caffè letterari famosi per gli ambienti accoglienti e
per le frequentazioni prestigiose: Raffaele Viviani, Benedetto Croce,
Guttuso e Picasso.
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|  Importante
centro della città da secoli, piazza Dante è un punto
nevralgico per gli spostamenti e per le attività cittadine. Sede
di un antico mercato, era chiamata infatti largo del Mercatello, c'erano
fino al XVI sec. i magazzini di olio e di grano della città. Carlo
III di Borbone diede incarico a Luigi Vanvitelli di costruire un foro
Carolino, contorno per la sua statua che non fu mai realizzata e al suo
posto nell'800 fu posta la statua dell'insigne poeta che da il nome alla
piazza. L'emiciclo del foro è ornato da ventisei statue allegoriche
poste sull'attico rappresentanti le virtù del re. Nel 1843 nel
nicchione fu aperto un ingresso al convitto dei Gesuiti poi divenuto il
convitto di Vittorio Emanuele, che conserva ancora due chiostri, uno importante
testimonianza del periodo romanico e gotico, e l'altro conserva le strutture
cinquecentesca. Sulla sinistra dell'emiciclo fu aperta nel 1625 port'Alba
ricostruita nel 1797, sulla porta una statua di bronzo di San Gaetano.
Ridisegnata recentemente ha una struttura molto semplice, l'area pedonale
è ampia e pavimentata con pietra lavica.
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